Pagamento Indennità di risultato

marzo 21st, 2017 | Posted by admin in News AOU - (0 Comments)

Informativa a tutto il personale della Dirigenza Medica, Sanitaria e Tecnica AOU L. Vanvitelli

Pagamento Indennità di risultato

Come da accordi presi con la Governance della AOU L. Vanvitelli nell’ultima riunione con tutte le OO. SS., nella busta paga di Marzo 2017 sarà liquidata l’Indennità di risultato anno 2015 per la Dirigenza Medica, Sanitaria e Tecnica.

Sarà cura della Scrivente informare il personale interessato sulla liquidazione della Indennità di Risultato anno 2016 per tutta la Dirigenza sia essa Medica, Sanitaria e Tecnica che per quella SPTA.

Napoli 21.03.2017

Il Segretario di Ateneo CSA CISAL SUN

Antonio Sorio

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Nei giorni precedenti sono circolate alcune informative sindacali circa la paternità del pagamento dei compensi legati alla presenza in servizio (ex art.44) per il personale interinale in servizio presso la AOU L. Vanvitelli.

Per giusta e dovuta puntualizzazione in merito si precisa che in data 31.01.2017 il Direttore Sanitario di Presidio in concerto con il Direttore Generale della AOU aveva inviato propria nota n.1269 all’ Agenzia Interinale che ha in appalto la fornitura di personale con varie qualifiche, con la quale si chiedeva il pagamento delle indennità previste dall’art.44 DPCM 04.08.1995, nota sollecitata con altre due richieste, la prima del 02.02.2017 n.1381 e la seconda del 08.02.2017 n.1625.

Il tutto per giusto dovere di cronaca.

Napoli 01.03.2017

Il Segretario di Ateneo del CSA della CISAL Università

Antonio Sorio

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Buoni Pasto, cambiano le regole?

febbraio 6th, 2017 | Posted by admin in News ATENEO - (0 Comments)

Via libera con osservazioni, da parte del Consiglio di Stato, allo schema di regolamento messo a punto dal Mise sui “buoni pasto”. Il parere di Palazzo Spada, infatti, condivide la ratio generale dell’intervento del governo, “ispirata all’aumento della concorrenza e delle possibilità di fruizione del servizio da parte dell’utenza”. Apprezzamento è stato espresso per il metodo di consultazione delle categorie di operatori interessati. Lo rende noto un comunicato del segretariato generale della giustizia amministrativa.

Il parere si sofferma, tra l’altro, sul superamento del divieto assoluto di cumulabilità dei buoni pasto, attualmente previsto e sostanzialmente inapplicato condividendo invece l’indicazione contenuta nel provvedimento del Mise che ne consente l’utilizzo cumulato entro il limite di 10. Il Consiglio di Stato però suggerisce una “pur lieve riduzione” di questo limite per evitare “effetti non propriamente neutri sulle diverse categorie di esercizi” e rischi legati al possibile “snaturamento delle caratteristiche del buono pasto”, che resta un titolo “rappresentativo del servizio sostitutivo di mensa” e “non può essere utilizzato come una sorta di buono spesa universale e surrogato del danaro contante”.

Sì dei magistrati anche sulla scelta del provvedimento del governo di non introdurre, per i titoli “non elettronici”, l’obbligo di indicazione sul buono del nominativo del titolare. È una scelta che segue una “apprezzabile ottica di semplificazione” e che non pregiudica le finalità di accertamento, assicurate comunque dall’obbligo di firma del titolare al momento dell’utilizzo.

E parere favorevole anche alle misure contro il ritardo nei pagamenti agli esercizi convenzionati, salvi alcuni miglioramenti del testo, per renderle ancor più efficaci. Il parere dei giudici amministrativi affronta poi il fenomeno dell’aumento indiscriminato dei “servizi aggiuntivi” richiesti dalle società emettitrici di buoni pasto agli esercenti, che comporta una traslazione sulla rete degli esercizi convenzionati degli elevati ribassi presentati dalle stesse società emittenti in sede di offerta economica. Per contenere tale criticità, si legge nel documento, i magistrati suggeriscono una riformulazione che, in linea con quanto già osservato anche dall’Anac, limiti i “servizi aggiuntivi” ammessi solo a quelli “che consistono in prestazioni ulteriori rispetto all’oggetto principale della gara e abbiano un’oggettiva e diretta connessione intrinseca con l’oggetto della gara”.

Da ultimo, il Consiglio di Stato suggerisce un adeguato monitoraggio sull’efficacia del nuovo regime e ricorda che l’adozione del decreto è “particolarmente urgente” , poiché colma una lacuna normativa generata sin dall’aprile 2016, con l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti. E per evitare situazioni di stallo delle procedure di gara, si legge da ultimo, attesa la dimensione economica del fenomeno suggerisce al Ministero, “se sussistono i presupposti, anche di fattibilità tecnica”, di “contenere maggiormente il termine di entrata in vigore delle nuove norme”, che lo schema fissa in 60 giorni.

A cura della Segreteria di Ateneo

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