ROMA\ aise\ – Oggi il Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca ha pubblicato l’avviso per gli assistenti di lingua italiana all’estero.
Come ricordato dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione – agli assistenti “è richiesto di affiancare i docenti di lingua italiana in servizio nelle istituzioni scolastiche del Paese di destinazione per fornire un originale contributo alla promozione ed alla conoscenza della lingua e della cultura italiana”.
Dunque per l’anno scolastico 2018-2019, sulla base di specifici Accordi Culturali e relativi Protocolli Esecutivi, si legge nell’avviso, “sono disponibili posti di assistente di lingua italiana presso le istituzioni scolastiche nei Paesi dell’U.E. sotto indicati”.
“Il numero esatto dei posti per il prossimo anno scolastico sarà reso noto dalle autorità competenti dei Paesi partner nel corso dell’anno 2018”, viene precisato ancora nell’avviso, che comunque – come di consueto – riporta, a titolo indicativo, le disponibilità assicurate per l’anno scolastico 2017/2018: 36 posti in Austria, 3 in Belgio (lingua francese), 186 in Francia, 24 in Germania, 6 in Irlanda, 11 nel Regno Unito e 23 in Spagna.
“L’attività dell’assistente di lingua copre un periodo di circa otto mesi presso uno o più istituti di vario ordine e grado e comporta, di regola, un impegno della durata di 12 ore settimanali, a fronte del quale viene corrisposto un compenso variabile a seconda del Paese di destinazione”, si legge ancora nell’avviso disponibile qui.
Le candidature dovranno pervenire al Miur entro il 10 febbraio. (aise)

http://www.aise.it/previdenza-e-lavoro/assistenti-di-lingua-italiana-allestero-lavviso-del-miur-domande-entro-il-10-febbraio/103902/1/1/3417

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Il secondo incontro di negoziazione sul CCNL tenutosi ieri all’ARAN ha evidenziato, ancora una volta, quanto poco ci sia di “parte comune” tra i quattro ex Comparti; Scuola, Università, Afam e Ricerca, attualmente compattati in uno.

L’ipotesi di riproporre, per esempio nelle relazioni sindacali, quanto già sottoscritto nel CCNL dei Ministeriali, non ci vede assolutamente convinti, tanto da rimarcare negli interventi del Coordinatore Generale Arturo Maullu, la specificità dell’ex Comparto Università rispetto al più generale contesto del Pubblico Impiego, in quanto è l’unico pezzo di Amministrazione Pubblica che si autogoverna e nei suoi vari organi, tutti elettivi, sono presenti tutte le componenti che operano nel mondo universitario compresi gli utenti, cioè gli studenti.

Limitare le relazioni sindacali nel mondo universitario danneggia la stessa amministrazione che non può essere ingessata nella sua azione, che deve essere sempre partecipata e non limitata nella sfera d’azione nell’ambito della sua autonomia, per altro prevista per legge.

Il Coordinatore Generale del Dipartimento Università della FGU ha chiesto che prioritariamente, l’azione di rinnovo del CCNL sia mirata a soddisfare le indicazioni date dall’Atto di Indirizzo specifico del settore ed in particolare l’Ordinamento ed il personale dei policlinici.

Sull’ordinamento c’è una convergenza anche con le altre OO.SS. presenti alla trattativa, per cui è necessario trovare una soluzione che consenta al personale, soprattutto a livello apicale, di progredire economicamente con l’istituzione di posizioni super in ogni categoria così come da noi indicato nella sintesi di piattaforma (www.csauniversitafgu.org).

A tal proposito si è chiesto un nuovo meccanismo per il calcolo del fondo sulle PEO che svincoli dal budget ex art. 87 per la contrattazione integrativa. Questa richiesta nasce dall’ ormai evidente impoverimento del fondo come viene evidenziato in molti Atenei.

La risposta del Presidente dell’ARAN su questo è stata interlocutoria, in quanto ha proposto di stralciare dal CCNL la parte ordinamentale e trattarla successivamente su un tavolo tecnico per poterla poi ratificata con un accordo integrativo, su questo la nostra delegazione ha espresso forti perplessità, in quanto riteniamo che questa sia una delle parti fondanti del CCNL.

Altro punto fondamentale indicato anche esso nello specifico Atto di Indirizzo, è quello relativo al personale dei policlinici sia di tipo A che di tipo B, personale universitario che, secondo noi, deve avere un ordinamento universitario ed al quale deve essere definita in modo chiaro ed esaustivo la posizione giuridica ed economica nell’ambito di questo

comparto, ivi comprese le modalità di rientro nelle altre strutture di Ateneo come già indicato negli incontri presso il MIUR.

Sulla parte economica pesa in modo negativo il più volte citato accordo del 30 novembre 2016 per i famosi 85 euro, che a parere nostro, ma non solo, non può riguardare il personale dell’ex Comparto Università, in quanto non sono ricompresi nei fondi all’uopo stanziati in quanto i costi contrattuali sono a carico dei bilanci degli Atenei autonomamente gestiti per cui si può, e si deve, derogare da tale limite soprattutto in considerazione del fatto che gli stipendi medi del personale dell’ex Comparto, per ammissione stessa dell’ARAN, sono i più bassi del Pubblico Impiego.

L’impressione complessivamente avuta e da noi esternata al presidente dell’ARAN e che si voglia chiudere alla svelta, magari prima del 4 marzo, un contratto quale che esso sia e successivamente vedere su tavoli tecnici quelle parti contrattuali considerate più spinose, o per le quali si ritenga necessario un confronto più impegnativo, il Presidente ha smentito ma al tempo stesso ha confermato che quello che si andrà a fare non sarà un nuovo CCNL ma una rivisitazione del contratto vigente nelle parti su cui sia intervenuta in questi otto anni di blocco qualche norma di legge che l’abbia modificato.

Difatti la bozza che ci è stata presentata ieri, pare andare proprio in questa direzione e rinvia a un futuro confronto, incerto per tempi e modi, magari con altre parti politiche, la soluzione di problemi annosi e volutamente mai affrontati, neppure in passato, rinviandoli ancora una volta sine die.

Se le condizioni date rimarranno queste, sarà molto difficile convincerci a sottoscrivere una pre-intesa del “nuovo” CCNL, che non soddisfa né le esigenze economiche né normative di questo personale che vede mortificato ancora una volta il proprio fondamentale ruolo in un Comparto che dovrebbe essere il vero volano di sviluppo del nostro paese.

Nel frattempo tutte le parti politiche in campo, spendono promesse, ricchi premi e cotillon per tutti, ma nel concreto, nelle sedi di confronto reale, come un rinnovo contrattuale atteso da otto anni, la chiusura è quasi totale, questa è la realtà, alla quale noi non ci arrendiamo e continueremo a dare il nostro contributo, sordi alle sirene di turno, ma attenti a non cedere sulle rivendicazioni che i colleghi e le colleghe ci hanno chiesto di portare avanti.

Vi terremo informati sul proseguo delle trattative, i documenti collegati potete scaricarli dal nostro sito web nazionale. www.csauniversitafgu.org).

ROMA 09.01.2018

Arturo Maullu Coordinatore Generale

FGU Dipartimento Università

FGU – LOCANDINA

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Comunicato ”Resoconto riunione Aran del 4.01.18 rinnovo CCNL”

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