Legge di Bilancio : proclamato dalle OO.SS. FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA lo stato di agitazione per istruzione e ricerca.

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Legge di Bilancio : proclamato dalle OO.SS. FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA lo stato di agitazione per istruzione e ricerca.

Legge di Bilancio : proclamato dalle OO.SS.  FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA lo stato di agitazione per istruzione e ricerca. In allegato il comunicato unitario

Fonte: www.gildaunams.it 

Un presidio con flash mob davanti al MIUR mercoledì 18 dicembre dalle ore 17 alle ore 19.

Questa l’iniziativa con cui FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA Unams danno avvio allo stato di agitazione proclamato ufficialmente dalle segreterie unitarie a causa dei troppi nodi che restano ancora irrisolti nel momento in cui la legge di Bilancio 2020 giunge alle battute finali in Parlamento. Dopo la riunione degli organismi nazionali al teatro Quirino di Roma, le cinque organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca chiamano ancora alla mobilitazione gruppi dirigenti, quadri e RSU per ribadire con forza gli obiettivi del documento unitario redatto dopo l’evento del 20 novembre.

In testa alle rivendicazioni, l’aumento delle risorse per il rinnovo contrattuale, visto che quelle stanziate nella legge di Bilancio consentono, a regime, un incremento delle retribuzioni di poco superiore all’inflazione: meno di 80 euro medi mensili, ben lontano dall’aumento a “tre cifre” promesso a più riprese. Le richieste delle sigle sindacali riguardano anche la valorizzazione professionale e la perequazione retributiva rispetto al resto del personale della PA. “Il fatto che oltre il 40% dei lavoratori del comparto beneficia dell’elemento perequativo – affermano Sinopoli, Gissi, Turi, Serafini e Di Meglio – dimostra che le retribuzioni del comparto istruzione e ricerca sono significativamente inferiori a quelle delle altre pubbliche amministrazioni.

Se le risorse stanziate per il rinnovo contrattuale sono comprensive della quota necessaria a finanziare il perequativo, l’aumento medio mensile reale si riduce a circa 70 euro: queste – spiegano i leader dei cinque sindacati – devono pertanto essere considerate aggiuntive rispetto a quelle occorrenti per il rinnovo contrattuale. Al fine di conseguire un reale avvicinamento alla media delle retribuzioni europee, è dunque necessario un ulteriore significativo stanziamento”.

Il presidio di mercoledì 18 dicembre punterà i riflettori anche sulle problematiche relative ai punti delle intese del 24 aprile e 1° ottobre rimasti inattuati, a partire dalla questione degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA e dal mancato avvio del tavolo di confronto sui percorsi di formazione e abilitazione.

I sindacati contestano inoltre le invasioni di campo su materie contrattuali che si stanno compiendo in sede di conversione del decreto scuola, che interviene sulla mobilità del personale docente; insistono inoltre sulla necessità di rivedere la normativa generale sul pubblico impiego e di rifinanziare e rendere più flessibile la composizione e l’utilizzo dei fondi del salario accessorio. Il presidio rilancerà anche le motivazioni delle manifestazioni unitarie del 3 dicembre sulla ricerca e del 16 dicembre sull’università.

Roma, 16 dicembre 2019

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Ai Dirigenti Nazionali in indirizzo,  

Per opportuna Informazione,  si trasmette la nota in calce  (ed i link ai due allegati) con preghiera di dare la massima diffusione

Il CUN ha sviluppato da tempo riflessioni su alcune criticità emerse in fase di attuazione della legge 240/2010 sul reclutamento del personale docente nel sistema universitario. Il documento approvato il 9 aprile 2014 suggeriva l’adozione di un piano straordinario di reclutamento e rimarcava il problema particolarmente acuto dei punti organico. Successivamente, il documento del 10 giugno 2014, nel registrare i tempi sempre più lunghi per l’ingresso nel sistema universitario e, dunque, la crescente anzianità del personale docente, auspicava il superamento della duplice figura di Ricercatore a Tempo Determinato creata dalla legge 240/2010. Con il documento dell’8 ottobre 2014, il CUN suggeriva una chiara separazione fra la progressione interna e il reclutamento del personale docente. Infine, con il documento approvato il 29 gennaio 2015, il CUN auspicava l’introduzione di un’unica figura per il pre-ruolo. Il CUN ha ribadito le sue analisi con il documento del 25 gennaio 2017 e con il documento del 29 gennaio 2019.

In allegato:

Proposta inviata al Ministro Fioramonti ”Accesso al ruolo della docenza universitaria – proposta di riforma – adunanza CUN del 25.09.2019

Proposta inviata al Presidente Anvur – adunanza CUN del 26.09.2019

Il CUN ha preso atto della richiesta del Presidente dell’ANVUR, Prof. Paolo Miccoli, di valutazione delle nuove Linee Guida per la Rilevazione delle Opinioni di Studenti e Laureandi (ROS) predisposte dall’ANVUR, giunta con nota prot. 3329 del 18 luglio 2019.

Bari 30 settembre ’19

Michele Poliseno

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A tutti i dirigenti in indirizzo

Oggi, 24 settembre 2019, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, On.le Prof. Lorenzo Fioramonti, ha convocato i sindacati rappresentativi (Flc Cgil, Fsur Cisl, Fed. Uil Scuola Rua, Confsal Snals, Fed. Gilda Unams) per affrontare le tematiche inerenti i settori dell’Afam, della Ricerca e dell’Università.

la FGU Dipartimento Università, ha consegnato al nuovo Ministro una nota che riassumesse i vari punti, che la nostra sigla aveva peraltro già inviato in questi ultimi mesi al Miur ed all’Aran, per mezzo di una serie di proposte (riguardanti  il nuovo CCNL) tra cui quella per garantire la qualità del servizio e per richiedere quegli aumenti  economici che consentano almeno una perequazione economica con gli stipendi degli altri comparti del pubblico impiego, tappa indispensabile per avvicinare i nostri stipendi a quelli in essere a livello europeo e tutelare e valorizzazione il personale Tecnico/Amministrativo e CEL. 

I comunicati sono pubblicati sul sito web del nazionale:Vai al Comunicato FGU Dipartimenti Afam – Ricerca e Università

 * Vai al documento consegnato al Ministro Fioramonti – Proposta per il comparto Università 24.09.2019

Si invitano i responsabili territoriali  a dare la massima diffusione della presente comunicazione

Il Coordinamento Nazionale

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COMUNICATO SINDACALE

 Resoconto tavolo di trattativa governo – sindacati del 05.06 2019

Il 5 giugno ’19 presso il MIUR si è svolto il secondo inconcludente incontro con il Vice Capo di Gabinetto del Ministro il Dott. Rocco Pinneri e il Direttore Generare della Ricerca Dott. Vincenzo Di Felice.

A specifica domanda del capo delegazione della  FGU Dipartimento Università su quale mandato avesse la delegazione di parte pubblica, (al fine anche di capire quali obiettivi si deve porre il tavolo della trattativa), la risposta è stata” abbiamo il compito di attuare gli accordi sottoscritti con voi lo scorso 24 aprile”.

In buona sostanza dare soluzione ad uno dei quattro punti dell’atto di indirizzo del 19 ottobre 2017che come FGU Dipartimento Università, abbiamo ricordato al tavolo, riportava 4 obbiettivi importanti che a tutt’oggi nessuno di loro è stato portato al termine.

L’accordo del 24 aprile riguardava la flessibilità nell’utilizzo dei fondi del salario accessorio ed in aggiunta la problematica delle stabilizzazioni ed il recupero del potere d’acquisto, gli altri tre punti, cioè; le problematiche dei CEL, il personale dei policlinici e l’ordinamento professionale sono rimasti praticamente inevasi.

Abbiamo ribadito con forza che nella prossima legge di stabilità sul capitolo risorse, per i prossimi contratti,si debba incrementare di almeno 2 miliardi di euro per il recupero di circa il 4% della perdita del potere d’acquisto nel triennio.

La parte sindacale ha chiesto che nel prossimo DEF venga prevista l’abolizione di norme che decurtano sensibilmente i fondi e sono:

  1. Legge n. 266 de 2015 (legge finanziaria anno 2006) art. 1 comma 189 modificata dal D.L. n. 112 del 2008 art. 67, comma 5;
  2. Legge 147 del 2013 (legge di stabilità 2014) ex art 1 comma 456 Decurtazione permanente;
  3. D.Legs. n. 75 del 2017 art. 23 comma 2

La delegazione del MIUR ribadendo la sua impossibilità a discutere su questioni economiche, che verranno demandati solo dopo il 15 ottobre di quest’anno, cioè dopo l’emanazione del DEF, si impegna a inviare in tempi brevi, massimo due settimane, una bozza che possa essere tema di confronto con le OO.SS. e che determini elementi di flessibilità in rapporto al fondo accessorio.   

Al Tavolo sono nate molte proposte su come poter incrementare il fondo per future PEO, alcune interessanti, altre meno, perché poco premianti. Per sgombrare qualsiasi fraintendimento, come sindacato FGU riteniamo che bisogna partire dal presupposto che non ci debbano essere lavoratori di serie A che possano fare ogni due anni la progressione orizzontale e lavoratori di serie B che non la potranno mai fare.

Abbiamo chiesto con forza un piano straordinario di assunzioni con punti organico aggiuntivi che non vadano ad incidere con quello dei cessati negli anni precedenti.

Il Vice Capo di Gabinetto del Ministro, Dott. Rocco Pinneri, ha comunicato che si farà carico di riportare al Capo di Gabinetto del Ministro le proposte scaturite in questo incontro e convocare un tavolo specifico sul precariato dell’università nelle prossime due settimane. 

E’ stato riconvocato il tavolo per il giorno 14 giugno con all’ordine del giorno “relazioni sindacali”; non vogliamo di certo sottrarci al confronto, ma allo stato, non possiamo ritenerci soddisfatti dell’andamento di questa trattativa governo-sindacati, perché i punti nodali restano ancora elusi.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati sui prossimi incontri. 

Roma 05,06,2019 

Il Coordinamento Nazionale